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1 Ingresso parco termale
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Escursioni a Ischia: sentieri e percorsi dell’isola partenopea

Innumerevoli sono le escursioni che si possono fare a Ischia. L’isola non è piccola, ma soprattutto è ricca di ambienti diversi da scoprire. Se non volete trascorrere tutta la vacanza in spiaggia, ci sono numerosi sentieri escursionistici che potete percorrere in compagnia o da soli.
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Vediamo 8 tra le migliori escursioni di Ischia, che vi permetteranno di scoprire tanti angoli nascosti dell’isola, oltre a offrirvi viste mozzafiato sul mare e sulle altre bellezze ischitane. Siete pronti a partire?

Serrara – Falanga – Crateca

Per questa prima escursione vogliamo portarvi in un bosco, quello della Falanga, un castagneto che dà il suo meglio in autunno quando si riempie di castagne e di funghi. Si parte da Serrara Fontana, più precisamente da via Falanga, e si prosegue sul versante ovest verso Forio, arrivando al bosco dei Frassitielli, una vera e propria terrazza di acacie. Seguendo il sentiero si arriva al bosco della Falanga, caratterizzato da buche e rifugi scavati nei massi di tuffo un tempo caduti dal monte Epomeo; si tratta delle cosiddette “case di pietra”. Il percorso continua fino alla località Pizzone, in cui sono presenti le fumarole tipiche di quest’isola vulcanica. Si inizia quindi la discesa, nuovamente nel bosco, che conduce a via Crateca, in località Fango. Questa strada è detta anche via dei Carri a ricordare la produzione e il commercio di allume.

Sentiero dell’Allume

Per questa seconda escursione partiamo da dove ci siamo lasciati prima, ovvero da via Crateca. Da qui, percorrendo un sentiero contornato di rose canine, mirti e ginestre, si arriva al campo di fumarole del Monte Cito. La vista da questo punto è immensa. Con lo sguardo si può toccare Casamicciola Terme, il promontorio di Zaro, Lacco Ameno e il golfo partenopeo. Oltrae al panorama, è particolare il terreno sotto i nostri piedi: il suolo è sfumato in diversi colori, dal bianco al giallo al porpora. Continuiamo l’escursione lungo una delle mulattiere che si inerpicano tra il verde dei boschi e il blu del mare. Prendiamo, dunque, una via dei carri, delimitata dalle tipiche murature a secco di tufo verde, chiamate “paraccine”. Si prosegue per un bosco di castagni, lasciando per un attimo il sentiero principale vittima in passato di frane. Ci si ricongiunge al percorso arrivando alla zona in cui si lavorava l’allume che dà il nome al sentiero. L’ultimo tratto di strada sterrata porta alla zona delle “caulare”, cioè le caldaie e a un punto più pianeggiante in cui sorgeva un’industria di allume. Qui potete avete l’opportunità di osservare da vicini i resti della lavorazione dell’allume e le vasche in cui veniva trattato l’alunite.

Sant'Angelo Ischia

Serrara – Sant’Angelo

La terza escursione collega Serrara Fontana con la sua bellissima frazione Sant’Angelo, l’unica del comune ad affacciarsi direttamente sul mare. Partiamo dalla piazza di Serrara che offre una magnifica vista sulla penisola sorrentina, su Capri e sui Monti Lattari. Già da qui, in basso, si scorge il borgo di Sant’Angelo. L’itinerario attraversa l’abitato lungo una stradina per poi aprirsi verso una vista panoramica; da qui si prende una scalinata immersa nella vegetazione. Si continua poi passando per la spiaggia dei Maronti e arrivando al borgo di pescatori e marinai di Sant’Angelo.

Bocca di Tifeo

Stavolta partiamo dalla sede della Pro Loco di Panza, frazione del comune di Forio, prendendo una strada che sale verso il Monte Corvo; il percorso è molto caratteristico e conserva le testimonianze del passato contadino dell’isola. A dominare l’ambiente è la roccia tufacea. Continuando, la strada si trasforma in un sentiero immerso nel verde, prima ricco di piante della macchia mediterranea, poi caratterizzato da vegetazione più esotica, mentre la salita si fa più ripida. Arriviamo così presso la Bocca di Tifeo, una figura mitologica ischitana: si racconta che Tifeo giaccia nelle viscere dell’isola e che le sue lacrime confluiscano nelle acque termali. Dopo questo fiabesco incontro, si prende la strada del ritorno attraversando il borgo di Monte Corvo.

Panza

Partiamo di nuovo dalla Pro Loco di Panza e prendiamo una strada che attraversa il centro della località per poi trasformarsi in un sentiero che taglia un boschetto di eriche e lecci, arrivando sulla sommità della baia di Pelare: da qui la vista è mozzafiato. Si discende poi passando da una ripida gradinata di legno con scalini intagliati nel tufo. Si arriva, quindi, in un bosco mediterraneo che si apre poi in una radura. Da qui, attraverso una scala rustica, si può arrivare alla costa e al mare. Si può poi risalire verso il monte di Panza, accompagnati dal profumo della vegetazione costiera. Dall’altura, si apre una magnifica vista sul mare. Al ritorno, si può prendere una stradina che regala un’inaspettata vista sulla baia di Sorgeto.

Baia di Sorgeto

Vatoliere – Campagnano

Siamo ora nella zona più antica geologicamente, il versale sudorientale. Si parte dal cratere Vatoliere in direzione Madonna Montevergine, attraverso un sentiero irto, la Scarrupata di Barano. Da qui si arriva a un promontorio di vigneti, castagni e di vegetazione mediterranea, lasciandosi alle spalle la pietra che contraddistingue la prima parte del percorso. Si sale, dunque, sul Monte Vezzi e poi si discende verso il piano Liguori che regala una bella vista su Punta San Pancrazio, imperdibile per la sua chiesetta a strapiombo sul mare. A strapiombo è anche il sentiero da percorrere al ritorno, per raggiungere la località finale di Campagnano.

Sentiero del Grande Cratere

Ci troviamo a Barano d’Ischia e prendiamo uno dei quattro sentieri della lucertola, partendo da via Cretaio in località Fiaiano. Seguiamo la mulattiera a gradoni e arriviamo alla Croce dei Castagni. A sinistra di una bacheca parte un sentiero a gradoni contornato da castagni, che sale verso terrazze coltivate. Superata questa zona agricola, arriviamo alle pendici del monte Trippodi, caratterizzate da una fitta boscaglia. Continuando si arriva al piano di San Paolo, da qui si scende in uno stretto vallone, che conduce a un antico cratere. Si prosegue poi per la fonte di Buceto e si torna su via Cretaio. Superata la Chiesa del Crocifisso, ci troviamo davanti a una biforcazione e al bosco della Maddalena. Prendiamo la strada secondaria sulla destra e imbocchiamo un viottolo che costeggia il cratere Ferraro, cioè il cosiddetto “grande cratere”. Seguendo il percorso si può tornare a Fiaiano, imbattendosi nell’inaspettata vista del Castello Aragonese.

Pizzi bianchi

Chiudiamo le nostre escursioni nella frazione di Noia a Serrara Fontana, prendendo una vecchia mulattiera.

Pizzi Bianchi Al termine di questa, imbocchiamo un sentiero poco agevole che ci conduce ai Pizzi Bianchi, un’area che sembra uscita dalle favole. Si tratta di piccole vette bianche e candide, che sbucano dal terreno. Attorno una verde collina e un fitto boschetto completano il quadro.

Vi è venuta voglia di avventurarvi sull’isola?
Siete pronti per le escursioni di Ischia?
Tutte queste bellezze naturali vi aspettano!